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Giorgio Bonsanti: Giotto di Bandone. Serrande dipinte a Bologna

Giorgio Bonsanti: Giotto di Bandone. Serrande dipinte a Bologna

Giorgio Bonsanti: Giotto di Bandone. Serrande dipinte a Bologna


This paper briefly examines the various aspects related to the question raised by M. Cecilia Ugolini, from the issue of the aesthetic validity of the work of the graffiti artists to the right anyone can claim to leave such a visible mark on a city landscape, in this specific case one that is particularly delicate and prestigious. The observation that the paintings are visible only when the shutters are pulled down is unacceptable, since it is based on a rather peculiar concept of the conservation of a historic centre, i.e. that it is valid only at certain times during the day and during the week. The tolerant attitude adopted by the city council and the University towards this phenomenon appears to be a pathetically inept attempt on the part of decision-makers from the older generation to modernise their image and communicate on the same wavelength as young people. What young people really need, however, is to be taught the rules of civil coexistence, not to be offered spineless, indiscriminate acquiescence towards any project, provided it comes from a young, creative source. The Italian title is a play on words: Bondone was the name of the artist Giotto’s father, while bandone refers to the iron sheet of the shutters.

Questo scritto esamina succintamente i vari aspetti connessi con l’argomento segnalato da M.Cecilia Ugolini, dalla questione della validità estetica degli interventi dei graffitari al diritto che chiunque possa arrogarsi di intervenire in maniera così visibile in un contesto cittadino, in questo caso fra l’altro particolarmente delicato e qualificato. Non vale osservare che i dipinti sono visibili unicamente a serrande abbassate, perché sarebbe una concezione assai strana della conservazione di un centro storico quella che funzionasse secondo certi orari nel corso della giornata e della settimana. La condiscendenza del governo cittadino e dell’Università nei confronti di questo fenomeno appare un tentativo patetico e maldestro da parte di “decision makers” di generazioni più antiche, di modernizzarsi e mettersi in sintonia con un pubblico giovanile. A questo però occorre impartire regole di convivenza civile, e non dare prova di una supina acquiescenza indistintamente verso qualsiasi iniziativa soltanto perché proviene da una fonte giovane e creativa. Infine, il titolo italiano è un “pun” fra il nome del padre di Giotto (Bondone) e la parola “bandone” (iron sheet).